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Cosa ci spaventa del pellet?

Sfatiamo alcuni dei dubbi più comuni su questo combustibile pratico ed ecologico.

Inventato negli anni '70 negli Stati Uniti, il riscaldamento a pellet fa la sua timida comparsa in Europa negli anni '90 e in pochi anni raggiunge un successo senza precedenti. 

Per dare un'idea della diffusione del suo utilizzo, in Francia la produzione di pellet era di 20.000 tonnellate nel 2002, mentre nel 2013 ha raggiunto quota 800.000 tonnellate: 40 volte tanto. Questa crescita è destinata ad aumentare nel futuro.

Le domande su questo combustibile sono ancora numerose, come pure le aspettative e i timori. Come evolveranno i prezzi di questo tipo di riscaldamento? C'è il rischio che scarseggi e che quindi i prezzi schizzino alle stelle?

In questo articolo proveremo a rispondere alle principali domande/preoccupazioni dei consumatori riguardo al riscaldamento a pellet.

 

I prezzi

Il primo timore riguardo questo tipo di riscaldamento riguarda il prezzo.

Si può constatare che, nonostante la forte progressione della domanda e il successo ottenuto dal pellet, i prezzi non sono esplosi. Si è verificato ovviamente un aumento, ma il pellet resta meno caro di altre fonti energetiche. 

Prezzi combustibili Fonte Aiel

Fonte: AIEL, Andamento del costo dell'energia primaria in Italia (2000-2014)

 

Tutto fa pensare quindi che anche negli anni a venire la situazione resti invariata. I prezzi dovrebbero restare stabili grazie all'aumento del numero dei produttori di pellet e all'appoggio delle autorità nazionali.

 

La difficile reperibilità

Arriverà il giorno in cui il pellet non ci sarà quasi più?

Ai suoi esordi, il riscaldamento a pellet derivava dalla valorizzazione degli scarti delle segherie. Oggi la segatura non è più sufficiente per soddisfare la domanda. È stato fatto quindi ricorso al legno proveniente dallo sfruttamento delle foreste. Ma non si può parlare di disboscamento come succede in Amazzonia.

Le aree boschive sono ampiamente presenti in Europa. Inoltre, come ricorda Eric Vial, direttore di Propellet in Francia, le nostre foreste sono sottosfruttate. Il 40% dei boschi non viene utilizzato. In breve, c'è ancora margine di utilizzo nelle nostre foreste.

Intorno al 2000 si annoveravano circa 70 produttori pellet in Europa. Nel 2004 sono diventati 200 e il loro numero aumenta regolarmente. Oggi in Francia ci sono poco meno di 60 siti di produzione di pellet e in Italia 90. 

Anche la qualità del pellet aumenta. L'80% del pellet prodotto in Francia è etichettato come DINplus. La produzione di pellet si sta quindi organizzando per rispondere a una domanda sempre più forte.

 

L'aspetto ecologico

Oltre allo sfruttamento delle foreste locali e all'utilizzo degli scarti di segheria, il riscaldamento a pellet ricorre oggi anche a nuove fonti di approvvigionamento: le biomasse.

I pellet derivanti da biomasse sono prodotti con materie diverse dal legno. Questo settore offre nuove prospettive, come per esempio la valorizzazione delle potature agricole, che possono essere sfruttate per diventare combustibile.  I processi sono complessi, perché bisogna considerare un forte tasso di umidità, ma i primi risultati sono incoraggianti. In particolare, in Italia, Spagna e Francia si stanno sperimentando produzioni di pellet dalle vigne: i tralci delle viti vengono recuperati e valorizzati per diventare un combustibile per stufe e caminetti a pellet.

 

In conclusione

Il riscaldamento a pellet può essere consigliato a tutti in totale serenità. Si tratta di una risposta a un'importante sfida della nostra epoca, quella della transizione energetica.

Il petrolio e il gas non avranno un futuro radioso. Inoltre, l'utilizzo del legno come combustibile per riscaldamento permette di creare posti di lavoro e ricchezza in Francia, in Italia e in Europa. Riscaldarsi con legna, con pellet, è un aspetto importante che i cittadini devono considerare.

Il prezzo del pellet resta inferiore a quello di altre fonti energetiche. Le filiere si organizzano e le capacità di produzione aumentano. Infine, le prospettive offerte dagli agropellet fanno ben sperare per quanto riguarda una migliore valorizzazione dei nostri rifiuti verdi.

 

Roger Abiza

L'autore: Roger Abiza

Dopo diversi anni di lavoro nel settore immobiliare, seguendo in particolare la vendita di impianti ad energia rinnovabile, Roger Abiza ha fondato all’inizio del 2013 il blog www.mon-poele-a-pellet.com.

Centrato sui temi del riscaldamento a pellet, il blog ha raccolto in poco tempo l’interesse di centinaia di internauti, che lo utilizzano quotidianamente per scambiarsi informazioni e pareri. Roger pubblica ogni settimana recensioni, consigli, testimonianze e interviste ad esperti del settore, cercando di mantenere sempre un ruolo super partes ed un taglio pratico e semplice.

Il connubio di Monpoeleapellet con un altro interessante blog dedicato al riscaldamento a legna (Poêlesabois.com) completa e arricchisce l’informazione, con la possibilità di calcolare la potenza della propria stufa e di ottenere preventivi e offerte da installatori qualificati.

Più che in qualsiasi altro ambito, il riscaldamento a pellet richiede un'esperienza e una perizia che molte aziende non hanno. Per questo motivo, nel nostro blog ci piace mettere in evidenza le imprese che lavorano con impegno e serietà in questo settore. - Roger Abiza, fondatore di Monpoeleapellet.com

 

 

 

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