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"Il nostro camino? È un quadro vivo."

Un termocamino che funziona come una caldaia, bello quanto un quadro

Enza e Vittorio vivono a Caserta, la Versailles d’Italia, all’ultimo piano di una piccola palazzina. La gran parte dei 140 metri quadri dell’appartamento è occupata da un open space, che ospita cucina, sala da pranzo e living. Nonostante l’illuminazione naturale sia piuttosto scarsa, le travi a vista verniciate in smalto bianco e gli arredi bianchi e grigio perla danno luminosità e respiro all’intero salone.

“Quando si sono rivolti a me, i ragazzi avevano le idee già molto chiare”, racconta l’arredatrice, l’architetto Alessandra Iacullo. “Volevano creare un’atmosfera decisa, di carattere, giocata esclusivamente su nuance base, come nero, grigio e bianco. Mi sono limitata a dare qualche spunto, per il resto, il risultato finale è merito loro.”

Termocamino a pellet MCZ

Ci siamo avvicinati all’idea del camino prima di tutto per una questione economica”, racconta Enza. “Riscaldare tutta la casa con la caldaia a gas ci stava costando molto, perché da noi l’inverno è mite, ma qualche volta fa freddo davvero.”

Nel progetto iniziale, la parete principale del living doveva ospitare un grande quadro.

La scelta vincente dal lato estetico è stata di inserire il camino nella parete principale come fosse un quadro, un quadro che prende vita quando è acceso, – Enza Vigliotti, Caserta

Il rivestimento, realizzato interamente in ardesia, non risulta né troppo uniforme né monotono. Al contrario, le venature naturali della pietra, enfatizzate dal gioco di luci dato dai faretti e dalla fiamma stessa, offrono all’insieme una plasticità tutta particolare.

Per mantenere la pulizia estetica della parete, il pannello di caricamento pellet è stato ricavato sul retro, dove è presente un piccolo ripostiglio ad uso lavanderia. È una soluzione valida anche dal punto di vista pratico, perché permette di caricare il serbatoio senza sporcare o ingombrare il salotto.

“È stata la rivendita Il Focolare a suggerirci l’idea di un termocamino a pellet”, racconta ancora Enza.

All’inizio nella mia testa c’era il camino a legna di mia nonna. Riscaldava solo se ci stavi attaccato davanti e aveva il vetro costantemente annerito dalla cenere. Non immaginavo che i caminetti avessero subito una tale evoluzione tecnica, – Enza Vigliotti, Caserta

Il termocamino di Enza e Vittorio, un Vivo 80 Hydro di MCZ, riscalda da solo efficacemente tutti i termosifoni presenti in casa. Si comanda in modo molto semplice da un telecomando oppure anche via SMS direttamente dal cellulare.

Nella stima iniziale fatta dalla rivendita, il camino doveva funzionare per circa 6 ore giornaliere per 4 mesi l’anno, con un consumo indicativo di 70 sacchi l’anno e una spesa di 270/300 euro a stagione. In realtà, l’ottimo isolamento della casa ha consentito di abbassare notevolmente i consumi effettivi.

Il camino si accende alle 18 quando torniamo dal lavoro. Basta che resti in funzione per una mezz’ora o al massimo un’ora e la casa è già perfettamente calda. Un sacco di pellet ci dura due giorni o anche di più. –  Enza Vigliotti, Caserta

Usando un pellet di qualità, come gli è stato suggerito dal rivenditore, i residui di cenere sono limitatissimi. Basta un’aspirata veloce per togliere la cenere dal braciere e una passata di carta da cucina sul vetro. Il risultato è una fiamma sempre perfettamente visibile.

Per Enza, il camino della nonna è ormai un ricordo lontano.

Termocamino a pellet MCZ

Termocamino a pellet MCZ

Interior Design: Arch. Alessandra Iacullo

Installazione e progetto camino: Il Focolare di Bellona 

 

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